Passi e Passioni

L’IDEA

L’idea nasce dal desiderio della dott.ssa Elisabetta Piga, psicologa e psicoterapeuta, di accostare la propria professionalità ad una passione e un’esperienza personali riguardanti il ballo di coppia, e dalla condivisione di tali interessi, e dello sviluppo del progetto che ne è conseguito, con la dott.ssa Barbara Ceccarelli, amica e collega. Non è certamente nuovo il pensiero di combinare la danza e la psicologia, e infatti si possono già vedere queste discipline unite in due grossi filoni principali:

-       il primo è quello dell’applicazione della psicologia alla danza, così come è possibile e ormai comune fare con ogni disciplina sportiva

-       il secondo, invece, è il filone generalmente denominato della “danzaterapia”, nelle sue svariate forme e accezioni. Nel primo caso, dunque, è la psicologia che si mette “al servizio” della danza, per migliorare le prestazioni del ballerino, attraverso l’applicazione degli strumenti generalmente usati nell’ambito della psicologia dello sport (aumento della concentrazione, gestione dello stress, accrescimento delle capacità propriocinetiche ecc.). Nel secondo caso, viceversa, la danza è intesa come strumento per il miglioramento dell’ equilibrio psicologico dell’individuo. Si tratta tuttavia di un utilizzo dello strumento-danza  - per così dire - “generico”, nel senso che il presupposto di base è quello che il semplice movimento fluido del corpo seguendo una base musicale sia di per sé stesso benefico per la salute mentale del soggetto.Anche nel progetto “Passi e Passioni” il ballo viene inteso come un mezzo attraverso il quale incrementare il benessere psicologico, tuttavia l’idea su cui questo progetto si fonda è totalmente originale in merito a due aspetti fondamentali:

1. i passi di ballo che servono da strumenti per l’acquisizione di determinate consapevolezze a livello emotivo sono precisamente strutturati e codificati, e pertanto mirati alla comprensione di specifici concetti a livello psicologico

2. il piano su cui si agisce non è meramente quello individuale, ma anche e soprattutto quello relazionale della coppia

LA TEORIA

Le basi teoriche generali a cui si fa riferimento richiamano diversi orientamenti della psicologia, che vanno dalla psicosomatica (l’attenzione alle differenti parti del corpo ed al loro significato simbolico e psicologico), al cognitivismo (la concezione di un apprendimento mentale che passi attraverso un’esperienza comportamentale), fino alla psicologia relazionale (l’interpretazione e l’analisi delle dinamiche della coppia). Nel particolare, la riflessione teorica fondante questo progetto è la seguente: se è vero che attraverso il nostro corpo noi esprimiamo, a livello individuale,  il nostro modo di essere, allora un’attività fisica che coinvolga due persone, uomo e donna, può fungere da potente indicatore delle modalità relazionali con cui quelle due persone si rapportano tra loro. Da qui l’osservazione del ballo di coppia, attraverso parametri quali – ad esempio – le distanze tra i partners, le loro posture, le piccole lotte per il potere che si scatenano nella gestione dei comandi ecc., può essere rivelatrice delle caratteristiche  di quella coppia a livello relazionale. Accanto a questa riflessione teorica, che si basa su principi di psicologia del comportamento da un lato e di psicologia relazionale dall’altro, possiamo porre  una serie di riflessioni che fanno capo più schiettamente ad un orientamento cognitivista e che si riferiscono ad un apprendimento cognitivo ed emotivo per via esperienziale. E’ noto pressoché a tutti – ad esempio – come il famoso “esercizio del pendolo” (buttarsi all’indietro tra le braccia dell’altro) aiuti a comprendere, ad un livello più diretto e “profondo” di quello meramente razionale, qual è il nostro approccio nei confronti del concetto di fiducia e ciò che esso realmente comporta per noi. Come questo esercizio corporeo favorisce l’acquisizione e l’elaborazione di un concetto prettamente psicologico, così il ballo di coppia può essere utilizzato come un potentissimo strumento  in tal senso, se intendiamo i passi di danza come una serie di piccoli esercizi relazionali per la coppia. Le figure che si eseguono nel ballo, infatti, possono ben rappresentare  concetti-chiave inerenti il benessere nelle relazioni intime, quali – ad esempio -  una corretta distanza emotiva, l’interdipendenza, la fiducia reciproca, il rispetto e l’attenzione verso l’altro nella sua diversità, la coordinazione dei ruoli e delle specifiche competenze, la gestione del potere, la socialità della coppia etc.

L’OBIETTIVO

L’obiettivo di questo progetto, come già si è accennato, è, sul piano più generale, quello di aumentare il livello di benessere psicologico delle coppie che vi partecipano: in questo senso è totalmente in linea con i principi guida su cui fonda l’associazione BIA che lo promuove, ovvero un utilizzo della psicologia finalizzato all’incremento della qualità di vita delle persone, prima ancora che alla cura del malessere. Nello specifico, l’intento vuol essere quello di far acquisire – attraverso modalità esperienziali prima che teoriche - ai partecipanti delle piccole nozioni di psicologia che possono tornargli utili nella gestione del loro rapporto di coppia, principalmente per diminuire i contrasti ed aumentare la complicità. Inoltre, sempre coerentemente con la filosofia di fondo che anima le due autrici del progetto, non è da sottovalutare un obiettivo “secondario” – ma non minore – che è quello di rallegrare i partecipanti. Cercando in una certa maniera di applicare al mondo degli adulti il principio, sicuramente valido per l’età infantile, di “imparare divertendosi”, questo progetto si fa forte della carica di gioiosa spensieratezza tipica del ballo di coppia di per se stesso, mirando quindi ad un benessere derivante anche semplicemente dal puro aspetto ludico dell’esperienza. Ed in questo, oltretutto, è presente una sorta di meta-obiettivo, ovvero quello di insegnare alle coppie che partecipano l’importanza di ritagliarsi uno spazio privato di piacere all’interno della vita quotidiana: le coppie che partecipano al progetto, infatti, per il fatto stesso di essere lì, si stanno dedicando ore ed energie preziose volte al loro proprio diletto.

IL METODO

Il metodo è ideato e finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo di cui abbiamo parlato ed è pertanto teso a far acquisire, attraverso l’apprendimento di un passo o di una figura di ballo, una consapevolezza nuova e maggiore di quelle che sono le modalità con cui i partecipanti si relazionano tra loro. Per fare questo si basa quindi su due assunti “paralleli”:

1.      specifiche parti del corpo, in virtù del loro valore psicosomatico e simbolico, vengono associate a determinati concetti psicologici, declinati successivamente in chiave relazionale

2.      tramite l’apprendimento di alcuni passi e/o figure di ballo viene fatta esperienza diretta delle dinamiche di coppia che verranno analizzate in chiave metaforica e relazionale.

Tra tutte le possibili figure di ballo sono state scelte quelle che rispondevano a tre requisiti principali:

-       facilità di esecuzione

-       utilizzo prioritario della parte del corpo su cui si intende porre l’attenzione

-       maggiore rappresentatività delle dinamiche di coppia che vengono messe in atto

In un primo momento, dunque, i maestri di ballo insegnano il passo prescelto e successivamente, mentre i partecipanti provano ad eseguirlo, oltre all’aspetto ludico di questa  occupazione, si pone l’attenzione sul significato che questo apprendimento può trasmettere relativamente a loro stessi e alla loro coppia. Ciò che i partecipanti, in definitiva, si portano sicuramente a casa è, da un lato, uno strumento in più (il ballo di coppia) per poter trascorrere del tempo insieme in modo sano e felice, e, dall’altro lato, l’aver potuto esaminare il proprio modo di “porsi in relazione” facendone esperienza pratica e diretta. Ovviamente non si tratta di un metodo terapeutico, e pertanto non ci si aspetta che eventuali problemi, individuali o di coppia, vengano risolti in questo contesto. Tuttavia è di certo un buon metodo per aprire nuove prospettive da cui osservare la propria vita relazionale e per avere originali spunti di riflessione, che possono risultare già utili e bastanti in se’,  o sui quali, semmai, in seguito, in altri contesti appropriati e specifici, e solo qualora gli interessati lo ritenessero opportuno, potrebbero avviarsi percorsi più approfonditi.

LA STRUTTURA

Restando fedeli ai principi olistici dell’associazione BIA anche nella struttura stessa del progetto, si è deciso di seguire un percorso metaforico che procede lungo l’asse della figura umana. Si parte dai piedi, dal momento che essi sono indubbiamente “la base” per un’attività come il ballo, per arrivare fino alla testa, attraversando come punti nodali nevralgici il bacino e il busto. Il progetto prevede dunque 4 incontri: ognuno dedicato specificatamente ad una parte del corpo, ad una figura e/o un passo di ballo abbinati a questa parte, ad un aspetto tematico inerente la vita relazionale della coppia che possa essere “percepito” tramite questa figura e/o passo. Ogni incontro, infine, è suddiviso in tre momenti fondamentali:

-     nel primo la dott.ssa Barbara Ceccarelli introduce da un punto di vista teorico l’argomento sul quale verterà l’incontro, abbinandolo ad una lettura psicosomatica ed evocativa della parte corporea cui è dedicato

-     nel secondo i maestri di ballo insegnano tecnicamente il passo o la figura su cui si andrà a lavorare

-     nel terzo, la dott.ssa Elisabetta Piga analizza da un punto di vista relazionale le implicazioni contenute in quanto si è appena appreso, riportando su di un piano psicologico la comprensione di quanto acquisito pragmaticamente.

Ovviamente gli incontri, pur essendo per certi versi impostati in forma di mini-conferenza e di lezione,  sono massimamente improntati all’interattività… e, non dimentichiamolo, ad un benefico divertimento!